Era l'8 maggio 2014, la Croce Rossa Internazionale festeggiava il 150° anniversario dalla fondazione, io presentavo il mio libro Io Spero che ... donandolo alla CRI di Prato per realizzare 11 progetti. Fra questi un

SOGNO

un

Ambulatorio Mobile

al servizio della città di Prato



 
Storia di un sogno

Avevo poco più di dodici anni e  già da qualche tempo avevo spostato i miei  interessi poetici verso persone e fatti che non sempre sono oggetto di attenzioni da parte delle istituzioni, della gente o degli stessi familiari.  Ho scritto versi dopo aver vissuto forti emozioni grazie a persone troppo  spesso considerate un peso o rifiuto per la società.

Alcuni esempi... 

- In compagnia di altri  ragazzi della mia parrocchia feci visita, una domenica, agli anziani ospiti di una struttura pubblica. Fu una festa con animazioni, giochi, canti e balli. Al momento di venir via una di queste nonne mi prese la mano e, scambiandomi per una sua nipote, mi disse: "portami a casa". In quel momento lessi negli occhi di quella donna tutta la sua solitudine, la solitudine di  una nonna che altro non cercava che affetto umano, affetto dai propri familiari.

- Stavo andando, un giorno, a Firenze con la mia mamma, in treno. Lasciata l'auto nel parcheggio della stazione, ci recammo alla biglietteria. Un signore mal vestito si avvicinò per chiedere una informazione. Ebbi paura, era sporco, con la barba lunga, capelli non tagliati da tantissimo tempo, i vestiti tutti unti ed emanava un odore davvero sgradevole. Ebbi modo di guardarlo negli occhi, aveva uno sguardo triste, sembrava volesse piangere nel guardarmi, allungò una mano quasi per accarezzarmi, avevo paura ma non feci nulla per allontanarmi. Non mi toccò, accarezzò l'aria 30 centimetri sopra la mia testa, mi fece un sorriso ed andò via senza dire una parola. Dopo qualche metro si girò e con la mano mi fece un cenno di saluto mentre dai suoi occhi vidi quasi  un raggio di luce. La mamma mi spiegò che avevo appena conosciuto un clochard, persone che per forza o per scelta decidono di vivere senza un alloggio fisso, senza una casa. Avevo conosciuto un clochard, una persona buona e nello steso tempo bisognosa d'affetti come la nonnina incontrata al centro anziani.

Quanta gente bisognosa di qualcosa... quante persone disperate .... quante madri sole ... quante persone maltrattate, picchiate, abbandonate anche per strada. Quanta sofferenza in giro.

Mi sono chiesta quanto  le mie poesie potevano essere di aiuto a questa gente ed ecco allora nascere il mio libro Io Spero che ... un libro per dare speranza e dignità alle persone abbandonate e maltrattate. Ma con la poesia potevo far poco ed allora ho chiesto ai miei amici della Croce Rossa Italiana del Comitato di Prato di darmi una mano a realizzare una serie di progetti (e ne parlo in un'altra pagina di questo sito). Fra i progetti ve ne era uno un pochino più ambizioso: raccogliere i fondi per l'acquisto di un automezzo per il trasporto dei disabili. Ero in fermento, la CRI di Prato aveva accolto i miei progetti, il libro era già stato stampato ed arrivavano le prime richieste ed i primi soldi per la CRI (il libro Io Spero che ... è stato da me interamente donato al Comitato di Prato della Croce Rossa italiana).

Io ho sempre avuto il "vizio" (come dicono i miei genitori) di non fermarmi mai alla meta prefissata, quando sto per arrivare al traguardo ne ho già posto uno nuovo più avanti. Qualcosa dentro mi diceva che potevo e dovevo fare di più, ma chi poteva aiutarmi? Non avevo ancora 16 anni e non era facile andare oltre quanto già avevo pensato di fare. Ricordo ancora il giorno in cui ero in magazzino CRI con le sorelle infermiere Negri e Saletti e scherzando qualcuno di noi disse, non ricordo nemmeno chi fu a dirlo, "magari se invece di un mezzo attrezzato si riuscisse ad acquistare un ambulatorio mobile". Il discorso finì lì. Non se ne è più parlato ma io cominciavo a pensarci seriamente e la cosa mi allettava.

In occasione dei festeggiamenti per il 150° anno dalla fondazione della Croce Rossa Internazionale  fu ufficialmente presentato il libro Io Spero che ... ed i progetti ad esso collegati. Fu festa grande: autorità e personaggi non ne mancarono. Tutto era andato secondo programma. Nella mia mente rimaneva sempre il discorso dell'Ambulatorio, era una cosa troppo grande, ma dovevo trovare il sistema per riuscire a fare qualcosa. Dopo qualche giorno fui invitata in Prefettura dal Viceprefetto Dott. Carlo Colmone al quale il giorno della presentazione del libro avevo chiesto se poteva darmi una mano per  ottenere un'udienza con Papa Francesco per portargli una piccola bottiglia contenente i semi di grano utilizzati per la foto di copertina del libro Io Spero che ...

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© Martina Marotta

Il cuore mi si riempì di gioia a sapere che il Dott. Colmone mi aveva convocata in Prefettura, forse perché c'era la possibilità di andare da Papa Francesco. Giunta in Prefettura il dott. Colmone mi chiese quale era il mio sogno perché voleva darmi una mano a realizzarlo. Devo dire la verità, in quel momento non sapevo cosa scegliere: il Papa o l'Ambulatorio: pensai: "E se li dico tutte e due, passo  male ? Una persona può avere anche due sogni, anzi io per aiutare chi soffre ne avrei tanti di sogni da realizzare!" E fu così che ebbi il coraggio di portare fuori dall'ambito  della Croce Rossa Italiana l'idea dell'Ambulatorio Mobile. Presi il coraggio a due mani e chiesi al Viceprefetto di  aiutarmi ad andare dal Papa  e di aiutarmi a trovare i fondi per l'acquisto dell'ambulatorio mobile da mettere a disposizione dei cittadini.

Tornai in Croce Rossa felice e comunicai subito ai vertici quanto ero riuscita a chiedere al Viceprefetto Colmone.

Sono seguiti numerosi incontri, è sorto un comitato, di cui fa parte anche il dott.  Colmone,  ed adesso, dopo mesi di organizzazione le cose vanno per il meglio. Adesso c'è bisogno della mano delle persone buone, di cuore, delle persone che possono disporre di qualche euro da donare alla CRI per questo progetto. E stato aperto un conto corrente presso la BCC Banca Area Pratese dove confluisce  la totalità del denaro donato per il mio libro io spero che .... e le donazioni dirette per  il Progetto Io Spero che... Sottoprogetto: Ambulatorio Mobile. Ho scritto e telefonato a persone ed amici, giornalisti e redazioni che si sono occupati in passato delle mie poesie e grazie a questi contatti ho la possibilità di proporre ed organizzare, con i miei colleghi della CRI di Prato, eventi che dovrebbero essere utili alla raccolta fondi per la realizzazione del progetto. Al momento è già possibile fare delle donazioni.

Per fare una donazione basta un bonifico sul C/C intestato alla

Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Prato

presso la BCC Banca Area Pratese - Prato


IBAN per il versamento

IT25G0844621502000000401771

causale: Progetto Io spero che .


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Un grazie di cuore a chi, in qualsiasi modo, mi aiuterà a realizzare questo sogno.

                                                             Martina







 
 
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